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IL MINIBLOG DI camormorac

Pubblica questo post fantastico anche senza rileggere!
postato Venerd 11 Gennaio 2019 - Ore 15:41

Quando giovane studente e al percorso di maturità in elettronica e telecomunicazione, a casa e nel tempo avevo accumulato una mia personale capiente cassettiera in plastica che contenente svariati tipi di componenti elettrici e trumenti che ordinati secondo tipologia con etichette visive sulle pareti dei cassetti a maniglia; stagno, pasta per pulizia del saltatore, c’erano gruppi di resistenze, potenziometri, volmetri, amperometri, condensatori di ogni genere come a pastiglia, ceramici, elettrolitici, piccole bobine con e senza feroto o ferroto (ma penso più il primo termine anche se non ricordo bene e che comunque da ferro), diodi raddrizzatori di potenza, diodi led verdi e rossi e un solo diodo laser di bassa potenza, ingranaggi di ogni tipo e tantissimi motori elettrici, quelli a corrente continua e a basso voltaggio e di ogni forma, quando abbombati, lenti ma potenti, quando smilzi ma velocissimi, recuperati dai dispositivi e giochi più svariati e un contagiri meccanico! Poi Quelli più grandi come i “motorini” di avviamento delle macchine, vere bestie vicine al chilo watt di potenza d’assorbimento (date le dimensioni che esternamente alla cassetta) e poi quelli a corrente alternata presi da ventilatori sgangherati o da qualche vecchio aspirapolvere e non finisce qui perché possedevo grandi e piccoli trasformatori di potenza e di classe A, mantenenti perfetta forma d’onda sinusoidale e senza distorsione alcuna e che all’occorrenza smontavo e modificavo per numero di spire da filo del circuito d'uscita o secondario; e poi c’erano le batterie, di ogni tipo, grandezza e genere.

Impazzivo per i piccoli motori elettrici a corrente continua e le batterie e le loro possibili semplici applicazioni, dalle barchette più rudimentali, ai ventilatori più disperati, alle macchinine o elicotteri più sgangherati, e alla possibile generazione di corrente elettrica.

Sto generando corrente elettrica... strepitoso!

Inoltre possedevo tutto l’occorrente per progettare e realizzare i circuiti, dalle basette elettriche di rame, al materiale per disegnarci sopra, al necessario per incidere, pennarelli indelebili e piste trasferibili e l’acido specifico.

Tra parentesi, a casa e dentro la mia stanza, una volta, mentre intento a sostenere e muovere una vaschetta di plastica quadrata con dentro immersa una basetta nell’acido per realizzare un circuito, non so come e perché ma passeggiavo e, di nuovo non so come e perché, ad un certo punto mi ritrovai di fronte al mio studio mix a dieci piste e, non so come e perché, forse per le esalazioni gassose da erosione che dalla stessa verso il mio apparato nasale e nonostante l’irrigidirmi e l’immobilizzarmi al massimo che potevo, l’istante in cui mi venne da starnutire con una forza sovrumana e si realizzò quel dramma, e cioè che l’acido cadendo dal contenitore riversandosi entrasse dentro le fessure fino a raggiungere i circuiti di quel bellissimo elettronico strumento musicale, rovinandolo; frangente grottesco, inaspettato, sorprendente, spettacolare e naturalmente inevitabile, naturalmente; sarebbero bastati una decina di centimetri in più o in meno e in termini di distanza, no ma, è che irrazionalmente presi bene la mira, non c’è dubbio, l’irrazionale micidiale maledetto.  

Tra una altra parentesi, nella scuola pubblica in cui mi recavo e in cui era previsto anche l’attività di laboratorio nel quale ci si adoperava alla realizzazione dei circuiti, quando in classe dalla logica di funzionamento poi all’ideazione dello schema elettrico e poi al disegno tecnico, quando infine alla realizzazione dello stesso tramite basette ramate su cui sopra applicati i disegni delle piste adesive di connessione che dei circuiti e il tutto passato sull’acido: che ciò inizialmente avvenisse nei bagni e che morale della favola fu che a un certo punto tutte le tubature in rame dell’edificio furono seriamente compromesse e questa attività restò poi sospesa per molto tempo: ecco questo è il fare schifoso di questi miei predecessori che stavano formando una piccola parte della mia generazione e non fossero esistiti sarebbe stato meglio per tutti, spese pubbliche comprese; comunque questa scuola oggi non esiste più, ha chiuso da molto tempo.
 
Invece, facendo un passo indietro e ricordando quella volta, credo intorno ai dodici o quindici anni, in cui comprai così tante batterie stilo del tipo AAA da riuscire a ricreare la centoventicinque volt in modo da vedere sperimenta l’illuminazione, fioca, delle lampadine da duecentoventi Volt e da sessanta e cento watt; le saldai una ad una in serie così da ottenere quell’enorme pacco coperto da nastro adesivo e che tra le altre cose anche pericoloso!

Infatti lo shock da corrente continua, quando inavvertitamente esposti, non è uguale a quello dato dall’alternata ma molto più forte e doloroso e incidente; lo esprima la stessa parola, continua e che per valori e nel tempo e non come l’alternata di cui la sommatoria media risultante sia zero: per questo ma anche per tante altre cose che in applicazione, come i motori, i trasformatori, ma soprattutto il trasporto dell’energia stessa e a grandi distanze che possiamo ringraziare Tesla e non di certo Edison e per il quale lo stesso trasporto avrebbe richiesto montagne di cavi elettrici in più a controbilanciare la mostruosa perdita dovuta alla resistività dei materiali e per questa specifica modalità d’impiego: i nomadi avrebbero fatto faville con tutte queste montagne di rame!

Anche il principio di funzionamento degli stessi computer è fatto da dispositivi operanti ad intermittenza nel tempo, così come ad esempio il cuore negli esseri biologici.

Tesla era un genio, ma per capirlo non basta leggerne soltanto l’affermazione.

Ad ogni modo poi arrivò la musica, mi misi a fare il dj per un certo periodo, poi ragionando vendetti tutto perché capii che senza un diploma non avrei avuto possibilità e con l’ottenuto ricavato sostenni il periodo di studi necessario per la maturità, nel mentre arrivarono i computer e quindi alla fine e una volta preso il mio bel titolo a pezzo di carta che poi ci feci più niente e nello specifico e oltre a quel che mi permise comunque di potere ricoprire ma soltanto in termini di ruoli lavorativi.

E quindi sparì anche quella vecchia rossa cassetta, che un giorno presi e buttai, liberandomene.

Oggi seduto, ogni tanto mi giro e guardo verso un angolino e immagino ancora quello stesso ripostiglio, l’agglomerato di archibugi; d’istinto mi alzerei per andare ad aprire quei piccoli cassetti etichettati e toccare con mano tutte quelle cose piccoline e fantastiche portate al palmo: un condensatore da diecimila micro Farad con morsetti a vite e che una volta carico e sottoposto a corto circuito faccia quel botto pazzesco arrivando alle volte a spezzare i cavi...

(potenza micidiaaale!)

non scrivo altro altrimenti mi eccito ...cioè mi condenso di un certo quantitativo di carica ...vitale sì ...e no e che poi entro in trans e allora zitto e zitto e stacca il circuito e stai zitto.

E comunque ma che adesso devo anche rileggere e correggere? E il colore, sempre lo stesso dalla altra volta?


accumulazioni elettriche ... andate altrove

(d i s a l l i n e a m e n t o)

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Commenti:

camormorac
Inserito il: 11-01-2019

no ma io... oltre al titolo... dovrei assolutamente rileggere... correggere... gli errori... e... no ma adesso caff no no no ho detto caff.

PietraUL
Inserito il: 11-01-2019

Ma allora sei anche un creativo..di tipo pratico..Io di elettronica so quasi nulla..e comunque niente di studiato ma solo di osservato..

Tesla era un genio si..poi amava un piccione con cui amoreggiava..ed e' morto solo in una stanza di albergo dopo aver inserito un non disturbare sulla maniglia attraverso un cartello..

Le persone diverse sono sempre sole..e questo e' dannatamente triste..

camormorac
Inserito il: 11-01-2019

non ci si deve per forza incastrare qual pezzo al puzzle della tristezza.. no, se non combacia allora in altro modo.. proviamo a cambiare lo scenario di destinazione, cambiamo puzzle, portiamoci altrove a pezzo, finch possibile

in cubis alla perpetrata cultura della sofferenza.. il dramma umano ..s va bene.. ma che non ci si debbano prendere i voti ..per quel che mi riguarda ..invero che vivere sia questo e da una certa et o condizione e in poi

Tesla morto, come tanti altri
mentre io sono ancora vivo e forse..
posso ancora scegliere

ogni giorno lotta, essere felici o no?
spero di non arrendermi prima del dovuto.





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