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Ultimo avvistamento: 54 giorni fa
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Importation of crimes
postato Luned 27 Febbraio 2023 - Ore 21:01

Stamattina, come mia abitudine, mentre scorrevo i vari quotidiani online ho notato che la notizia di tendenza è:

"Milano, diminuiscono gli omicidi ma è la città con più crimine"

Letta così, mi chiedo come mai non si è fatta la statistica a Dicembre o non si è precisato il periodo rispetto al quale i casi siano aumentati. 

Ovviamente i giornali del mezzogiorno, non aspettavano altro che sguazzare tronfi nella notizia del giorno, per la serie "Anche di loro si parla eh, non prendetevela sempre con noi....succede anche là, è una cosa normale..." ecc ecc.

Mi viene da spezzare più di una lancia nei confronti dei meneghini, in particolare ci tengo a precisare che i crimini non vengono effettuati dai milanesi ma da gente trapiantata, ovvero trasferita o di passaggio per Milano. A parte Vallanzasca e rarissimi altri casi, non ho mai sentito qualcuno della mala che parla con accento o dialetto milanese.

Un altro aspetto su cui riflettere, è che probabilmente queste statistiche vengono calcolate in base al numero di denunce, quindi Milano è anche una città dove si denuncia di più rispetto a quelle dove vige omertà e disinvoltura quando si assiste a un crimine. Ricordo a Napoli, nel periodo di guerre tra clacn,  il video di una telecamera di sorveglianza che ha ripreso addirittura una signora anziana mentre scavalca con nonchalance un cadavere sul marciapiede, proseguendo indisturbata per la sua strada.

Altra considerazione logica, Milano è l'unica metropoli europea che abbiamo in Italia, quindi è normale avere più flusso di turisti in qualsiasi periodo dell'anno soprattutto se sei, praticamente, la capitale economica. Piatto ricco mi ci ficco...se uno vuole rubare una penna, va nella cartoleria di paese di 4 metri quadri o va nel reparto cartoleria di un centro commerciale?

Più flusso di persone vuol dire più probabilità che tra quelle persone ci siano criminali oppure più criminali in attesa di nuovi turisti.

 

Detto questo, mi collego al vero argomento che volevo trattare da un po' di tempo e che riguarda una curiosità che mi viene proposta dal giro di famigliari e conoscenti:

"Fabio, perché non ti trasferisci a Milano invece che stagnare in una cittadina come questa? Milano ti offre possibilità e sembra perfetta per il tuo stile di vita, fossi stato più giovane io ci sarei andato da tempo", oppure, "io al tuo posto mi sarei già trasferito".

Ho frequentato saltuariamente la città di Milano abbastanza per capirla e conoscerla, ad oggi mi reco esclusivamente per qualche corso di aggiornamento o per lavoro.

Già nell'Hinterland si respira una forte aria di 'ndrangheta, tutte queste case ammassate da Legnano a Lodi, dal quartiere Romolo a Rubattino, tutte queste fiere e appalti....come ad esempio l'Expo...A Rho non ho ancora trovato una persona che non abbia un forte accento meridionale, come anche a Corsico o Rozzano...

Una dozzina abbondante di anni fa, ricordo che ero finito nella Brianza, in un adesso noto supermercato che non tratta alimentari, bensì prodotti per la persona e per la casa. Allora era uno dei pochi, se non l'unico di quel tipo. Quando ero entrato in questo esercizio ricordo che non c'era una persona, e dico una persona, che non avesse avuto un forte accento calabrese...dal magazziniere alle cassiere al direttore... Oggi è una catena, ed i suoi negozi sono spuntati come i "compro oro" e sono arrivati addirittura a pubblicizzarsi sui canali televisivi nazionali (anche il logo e il nome hanno a che fare con l'igiene).

La Brianza è una zona ricca e cara, con tanto verde e tanti villoni....In quella zona si rifugiano i cittadini benestanti, gli imprenditori, persino Berlusconi. Certo, può starci qualche calabrese onesto con le stesse caratteristiche economiche che si sia trasferito, ma interi paesi come Limbiate, Cesano Maderno, Cernusco.... venire così colonizzati...beh, ci siamo capiti, no?

Parlando proprio di Milano città, invece, si nota una multietnia incontrollata e perfettamente distribuita in qualsiasi quartiere.

Bande di sudamericani che si appropriano di interi parchi portando strumenti musicali, casse che pompano la loro musica e soprattutto litri di birra e tavolate per pic nic....arabi sciatti che sbraitano al cellulare nella loro lingua e sputano per terra...orientali che gestiscono qualsiasi attività dall'alimentare ai massaggi erotici tra l'indifferenza dei Nas...negozi indiani, pachistani, turchi con sacchetti di patate o fagioli per terra, le vetrine ingiallite e la carne cruda appesa...

Senza contare le bande di africani appostate nella stazione centrale, quotidianamente responsabili di spaccio, risse e violenze sessuali (Il bello è che sono a due passi dal Palazzo della Regione).

I milanesi DOC sono sempre meno e confinati nel centro, il quale, tolto il duomo e il castello, non ha più un'anima caratteristica e sembra solo un ammasso di aziende o una città dove vai solamente per affari, tra un ufficio e un grattacielo.

Il milanese medio, che non vuol dire necessariamente DOC, vive di opulenza e continua competizione nel consumismo più sfrenato...deve avere la macchina più lussuosa o il giardino di casa più grande dell'altro....le donne sono eternamente instabili e con la voglia di viaggiare nei posti più lontani e disparati e di fare le esperienze più fighe e avventuriere, come se fossero state sempre chiuse in casa...Le famiglie non fanno altro che rimbalzare dai centri commerciali lasciando la prole libera di far casino o disturbare il prossimo alle varie fiere più pubblicizzate o blasonate.

Il marketing sguazza e lucra in questa città, state pur certi che se in tv è promossa la sagra degli stuzzicadenti o del tovagliolo di carta, a Milano troverete famiglie, bambini e passeggini,  formare le stesse code chilometriche che si trovano nei concerti di Vasco o nelle Olimpiadi. Il motto è dire all'altra famiglia milanese media: "Noi ci siamo stati".

 

Dopo che riassumo questo, ribatto ponendo la fatidica domanda: "Pensi ancora che ne valga la pena, o si sta meglio qua"?

Quasi nessuno tenta di minimizzare perché sa bene che Parma è una cittadina semplice, è bello gustare il crudo o passeggiare nelle botteghine tradizionali da generazioni...Fare due chiacchiere in spensieratezza con il personale o con sconosciuti tra un cappuccino e un cornetto nei lussuosi e puliti bar del centro...

Anche qua ci sono i problemi di tutte le città del nord invase, però non in egual misura a Milano.

Meglio vivere qua, anche se Parma è sminuita e considerata provincia, sono orgoglioso di essere rimasto qua!

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Commenti:

IlFabione
Inserito il: 28-02-2023

Nonostante tutto sento ancora ragazzi giovani o coetanei affermare con soddisfazione e una vena spocchiosa di essersi trasferiti a Milano., come se si fossero trasferiti negli States....

La mia risposta sempre la solita:

"Buon per te, se ci sei andato/a insieme alla tua famiglia per studiare, farai senz'altro nuove conoscenze e con un po' di attenzione finirai nei giri migliori e chiss potrai avere una buona carriera lavorativa, economica o imprenditoriale....ma se ci sei andato/a per pulire i cessi o fare il magazziniere, era meglio se cercavi da un'altra parte. Rimarrai sempre uno schiavo sottopagato solitario, che osserva le compagnie ristrette, ben consolidate dalle scuole, girare per aperitivi o divertirsi nei locali in generale, mentre a te non baster nemmeno lo stipendio per pagare l'affitto o il mutuo".

Finora nessuno mi ha ancora smentito, molti sono tornati in Emilia a casa dei genitori 🤷‍♂️





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