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Ultimo avvistamento: 54 giorni fa
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IL MINIBLOG DI IlFabione

In caso, dove ti trasferiresti?
postato Domenica 12 Febbraio 2023 - Ore 18:39

La domanda del titolo è una classica frase che negli anni mi è stata riproposta più volte nel lavoro. I datori che me la fanno, di solito, iniziano a girarci un po' attorno.

Mi invitano in sede per poi portarmi in un bar o a cena, dove seguono i soliti finti convenevoli, da far invidia alle pubblicità del Mulino Bianco. Trascorrono circa una quindicina di secondi di silenzio che cerco di colmare introducendo argomenti, perché so bene cosa sta per arrivare dopo quei silenzi e mi diverto a vedere come cercano di introdurre la motivazione dell'incontro.

Dopo essermi dilettato a osservare le espressioni trepidanti, segue un riassunto del mio curriculum, del numero delle mie presenze registrate negli anni, gli utili del bilancio generati dalle mie scelte, la professionalità e l'avanzamento di carriera delle risorse da me selezionate. Successivamente altri 4-5 secondi di silenzio, nei quali loro son convinti che mi stia crogiolando nei risultati e nei loro apprezzamenti. 

Dopodiché mi viene riproposta la solita lista di città e regioni dove incontrano problematiche di vario tipo, per poi arrivare alla domanda clou tanto attesa.

La domanda è breve e discreta, artificiosamente spontanea:

 

"Eventualmente, dove traferiresti le tue prestazioni per aiutare l'azienda"?

 

Questo è il tipico incontro confezionato ad arte, parte tutto dal problem solving: Qual è la soluzione più adatta per migliorare il settore nelle altre location?

Le soluzioni più comuni sono due:

investimento sulla selezione e sulle risorse, oppure trasferimento di responsabili in altri territori. 

Ovviamente l'azienda tenta di risparmiare ed opta per la seconda opzione, quindi si interpella il referente, si fissa un incontro, si cerca di mettere il destinatario a proprio agio e gli si suggerisce inconsciamente la decisione che vorrebbero lui prendesse.

Non gli si chiede "vorresti trasferire le tue prestazioni" bensì "dove le trasferiresti".

Il termine "eventualmente" è usato come un sedativo, una rassicurazione sul fatto che probabilmente non vi sarà la necessità (ma in realtà c'è eccome).

Fanno leva sui tuoi risultati per farti sentire in dovere di intervenire laddove chiedono un tuo aiuto.

 

Con questi espedienti di mestiere, convincono a malincuore molte persone insicure che presi dall'entusiasmo dei lustri accettano, pentendosi immancabilmete nel breve periodo.

 

Ne ho sentite di tutti i colori, ragazzi in carriera che ho formato io o comunque con una buona nomea ed ottimi risultati, finire in città poco affini alla professionalità, all'aggiornamento e all'uso della tecnologia.

Città e regioni poco avvezze all'innovazione ed a evitare di perdere tempo prezioso in code infinite dovute a chi scambia uno sportello per un centro informazioni.

Dove le vecchie abitudini, difficili da scardinare,  rappresentano lo stile di vita.

Dove se succede qualcosa che rasenta i limiti del proprio ruolo, si preferisce fare finta di non vedere piuttosto che intervenire.

Dove non ci si sente parte di un'azienda con dei doveri ed una collaborazione di squadra, ma si osserva costantemente l'orario e ci si inventa espedienti per trascorrere il tempo che divide dal tanto deiderato timbro del cartellino.

Dove chi finge di lavorare è furbo, mentre chi lavora troppo è solo uno schiavo del padrone cattivo.....

....Lo stesso padrone a diventare poi buono il venti di ogni mese, quando effettua i bonifici.

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Commenti:

pensiero_volante
Inserito il: 13-02-2023

Presto sarai sostituito da CHAT GPT 😂🤣

IlFabione
Inserito il: 13-02-2023

Mai dire mai 🥶





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