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IL MINIBLOG DI Nasco

Fabrizi De Andr Giugno 73


È  stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati

Postato Gioved 10 Gennaio 2019 - Ore 17:27 | Commenti (2)    


senza titolo


Chi va dicendo in giro

Che odio il mio lavoro

Non sa con quanto amore

Mi dedico al tritolo

È quasi indipendente

Ancora poche ore

Poi gli darò la voce

Il detonatore

Il mio Pinocchio fragile

Parente artigianale

Di ordigni costruiti

Su scala industriale

Di me non farà mai

Un cavaliere del lavoro

Io sono d'un'altra razza

Son bombarolo

Nello scendere le scale

Ci metto più attenzione

Sarebbe imperdonabile

Giustiziarmi sul portone

Proprio nel giorno in cui

La decisione è mia

Sulla condanna a morte

O l'amnistia

Per strada tante facce

Non hanno un bel colore

Qui chi non terrorizza

Si ammala di terrore

C'è chi aspetta la pioggia

Per non piangere da solo

Io sono d'un altro avviso

Son bombarolo

Intellettuali d'oggi

Idioti di domani

Ridatemi il cervello

Che basta alle mie mani

Profeti molto acrobati

Della rivoluzione

Oggi farò da me

Senza lezione

Vi scoverò i nemici

Per voi così distanti

E dopo averli uccisi

Sarò fra i latitanti

Ma finché li cerco io

I latitanti sono loro

Ho scelto un'altra scuola

Son bombarolo

Potere troppe volte

Delegato ad altre mani

Sganciato e restituitoci

Dai tuoi aeroplani

Io vengo a restituirti

Un po' del tuo terrore

Del tuo disordine

Del tuo rumore

Così pensava forte

Un trentenne disperato

Se non del tutto giusto

Quasi niente sbagliato

Cercando il luogo idoneo

Adatto al suo tritolo

Insomma il posto degno

D'un bombarolo

C'è chi lo vide ridere

Davanti al Parlamento

Aspettando l'esplosione

Che provasse il suo talento

C'è chi lo vide piangere

Un torrente di vocali

Vedendo esplodere

Un chiosco di giornali

Ma ciò che lo ferì

Profondamente nell'orgoglio

Fu l'immagine di lei

Che si sporgeva da ogni foglio

Lontana dal ridicolo

In cui lo lasciò solo

Ma in prima pagina

Col bombarolo

Postato Domenica 09 Dicembre 2018 - Ore 21:02 | Commenti (2)    


Hindi Zahra Beautiful tango


 

Bellissimo tango, portami per mano 
Bellissimo tango, finché tu non mi farai ballare 
Quanto dolce potrebbe diventare se tu mi facessi ballare 

Postato Mercoled 05 Dicembre 2018 - Ore 14:33 | Commenti (2)    


David Bowie Heroes


Live in Berlin 2002

 

Postato Marted 27 Novembre 2018 - Ore 18:08 | Commenti    


Il mito di Er


FONTE: https://www.cinquecosebelle.it/cinque-celebri-miti-di-platone/

La responsabilità della propria vita e della propria memoria

Le dee che, nel mito di Er, guidavano le anime nella scelta della reincarnazioneA chiudere La Repubblica, alla fine del libro X, Platone racconta un ulteriore mito, importante per comprendere il destino dell’anima dopo la morte. Anche questo mito – ricordato come mito di Er, dal nome del suo protagonista – non era in realtà una invenzione platonica, ma si richiamava al mito orfico e pitagorico della metempsicosi, cioè la reincarnazione delle anime. Aggiungeva però dei particolari nuovi ed importanti alla visione antica.

Er era un guerriero armeno che morì in battaglia. Prima di essere arso sul rogo secondo la tradizione, si ridestò, resuscitando dai morti e raccontando quello che aveva visto nell’aldilà. In pratica tutte le anime, dopo la morte, venivano portate al cospetto di alcuni giudici che valutavano l’operato in vita di ogni persona. A chi aveva commesso delle nefandezze veniva assegnata una punizione che serviva ad espiare le colpe, mentre chi si era comportato bene poteva salire al cielo.

Dopo un certo periodo, però, tutte le anime dovevano prepararsi per la reincarnazione, sulla quale – e qui sta la novità – avevano una grande possibilità di scelta. Le divinità permettevano infatti alle anime di scegliere in che tipo di persona si volevano reincarnare. Questa cosa, però, finiva per non aiutare le anime stesse, visto che molte di loro sceglievano in modo stupido, facendosi ad esempio abbagliare dagli onori di una vita da tiranno. Alcuni, però, e soprattutto quelli che avevano avuto modo di far tesoro delle loro esperienze, riuscivano a scegliere con sapienza, non facendosi incantare dalla fretta o dalle comodità. Una volta operata la scelta, questa diventava immutabile. Le anime venivano condotte sulle sponde del fiume Amelete, dove erano costrette a bere l’acqua dell’oblio, che avrebbe cioè fatto dimenticare tutto quello che era loro accaduto. Ma le anime più stolte ne bevevano molto più del necessario. Infine, un grande terremoto le faceva precipitare sulla terra e reincarnarsi.

Il significato del mito, se si ha in mente la dottrina della reminiscenza e quanto detto finora, è abbastanza chiaro. Ognuno è artefice del proprio destino, non tanto per le scelte che fa durante la vita ma per quell’unica che viene effettuata prima di reincarnarsi. Una scelta che dipende dalla saggezza accumulata nella vita precedente. Inoltre, chi è stolto dimentica anche quelle idee che ha avuto modo di conoscere, mentre chi è saggio subisce meno gli effetti della dimenticanza e, in vita, potrà recuperare la sapienza accumulata nell’Iperuranio.

Postato Sabato 24 Novembre 2018 - Ore 16:20 | Commenti (2)    


LUCIA Summertime


Postato Venerd 23 Novembre 2018 - Ore 19:27 | Commenti    


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