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Il mio Blog (6):



la frittata di maccheroni

 

Un piatto tipico nelle famiglie napoletane: la frittata di maccheroni

mettete a fare un quattrocento grammi di vermicelli. Mentre si fanno, preparate una padella con aglio trattato a fettine, pomodorini rossi tagliati anch’essi a fettine, sale e un pizzico di peperoncino. Olio su fondo padella, non di più.

I pomodorini non sono tanti, ma bastano a preparare una salsetta, che aiuterete pestando i pomodorini con una cucchiarella mentre stanno in padella. Badate che il tutto non bruci, eventualmente staccando la padella dalla fiamma.

In una scodella un po’ ampia, sbattete bene un uovo.

Quando gli spaghetti sono fatti, versateli in uno scolapasta, e finite di sbattere bene l’uovo. Ad uovo amalgamato, versate nella scodella i vermicelli e girate bene il tutto con due forchette. I vermicelli, che si stavano attaccando, si sciolgono bene di nuovo con l’uovo.

Prendete la padella con la salsa ormai pronta, e versate il tutto nella scodella. Continute a girare gli spaghetti, e aggiungete un bel pugno di olive nere, quelle umili da cucina, che sono buonissime. Potete averle sgusciate o meno, non importa.

Finalmente prendete una nuova padella, più grande della precedente. Un filo d’olio e mettetela sul fuoco. Appena abbastanza calda, versatevi tutta la pasta condita, e disponetela per bene.

Quando la frittata di pasta si sarà consolidata, giratela con l’aiuto di un piatto, e cuocete ancora.

Se fatta bene, i vermicelli saranno diventati al dente e da staccare ad uno ad uno, ben bruniti

 

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Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 20:44 | Commenti


statistiche e stragi

 

Statistiche e stragi

una delle discipline scientifiche peggio utilizzate da molte categorie, come i politici, i media, la TV, è certamente la statistica.

La statistica si basa sulla matematica del calcolo combinatorio e sul calcolo delle probabilità, ma ad essa si fa dire ciò che fa più comodo, perché i dati di base sono utilizzati quasi sempre in maniera impropria e in assoluta ignoranza.

E’ tipico il caso della pericolosità dei mezzi di locomozione. L’aereo risulta – e ciò è continuamente citato con magniloquenza – di gran lunga il meno pericoloso tra tutti, tra la bicicletta, l’automobile, il treno, eccetera. Però nella formulazione esatta delle probabilità del danno, si omette di citare la circostanza che se cadi di bicicletta ti puoi al massimo procurare delle escoriazioni, o al più una frattura, mentre se cadi con un aereo ci rimetti la pelle.

Nelle formule statistiche si deve tener conto dell’entità del danno più probabile, e questo non viene fatto mai, altrimenti si perviene a verità più concrete e reali.

Fu così che ci imbarcammo nell’avventura dell’euro, dimenticando ciò che Manzoni fa dire a don Abbondio, che i vasi di coccio mai devono viaggiare assieme ai vasi di ferro. La possibilità statistica delle conseguenze di una marcia indietro non venne mai presa in considerazione, ed ora, a guisa di difesa a oltranza, pagliacci pericolosi come Prodi e i nostri leader politici continuano a raccontarci che l’uscita dall’euro è fuori discussione.

Una terribile conseguenza delle probabilità statistiche mal calcolate è ciò che sempre più spesso si verifica, di queste stragi causate da folli che si mettono improvvisamente a sparare.

Per calcolare bene la probabilità che una strage del genere avvenga, bisogna accorpare differenti panorami statistici: quello del fanatismo politico, quello della rivalsa personale per ingiustizie immaginarie, quello delle rivendicazioni razziali, quello – non ultimo – della facilità di procurarsi delle armi, anche da guerra, quello dell’aumento della densità di popolazione, quello delle adunate di folla in spazi ristretti, quello del rincoglionimento da strumenti informatici, quello del fanatismo religioso, quello delle instabilità climatiche e i loro effetti, e non ho ancora finito….

Se si prende correttamente in esame la presenza di indici statistici per ciascuno di questi panorami, ecco che la realtà matematica si palesa: vengono fuori terrificanti risultati di una probabilità su 20, su 10, anche meno, che la strage avvenga.

Come è accaduto, e come continuerà ad accadere

 

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Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 19:10 | Commenti


appello agli Admin

non so cosa si voglia da me. Io sto facendomi i fatti miei, e non sto insultando nessuno. Desidero essere lasciato in pace

Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 18:44 | Commenti (6)


chat

 

insomma, qui in PuntoChat, siamo tutti un poco folli.

E’ vero? direi di no, diamo semplicemente sfogo alla parte folle di noi, quella non “normale”, quella che nascondiamo a tutti nella vita di tutti i giorni.

Il fascino di PuntoChat è proprio questo. Abitato da gente di tutti i generi e di tutte le risme. Ciascuno nel proprio blog s’industria a dettar le regole del mondo, lancia messaggi stentorei e sconclusionati, lascia libera la parte talvolta meno attraente, ma più vera di sé, certamente la più intrigante e sincera.

Sì, non sollevate le sopracciglia, la più sincera. Perché negli anni, per quanti bluff siano stati orchestrati, per quante menzogne e finzioni si siano montate pervicacemente, la verità è venuta fuori, sempre. Non c’è avatar che tenga. Nelle parole pronunciate, nelle fissazioni ripetute e scoperte, negli isterismi mal trattenuti, sotto le avvincenti forme della donna sensuosa, si sono trovate e scoperte sempre, quando c’erano, le grinze, le rughe, la cellulite della matrona insoddisfatta. Sotto le apparenti e attraenti spoglie dell’uomo arrivato, si è sempre rivelato, quando c’era, l’abito dimesso dell’impiegato d’ordine, insoddisfatto e frustrato, incapace di nascondere le sue ansie e le sue insicurezze.

PuntoChat è un gran bagno di varechina. Tutto prima o poi viene fuori, consumato dal tempo, spolpato dalle finzioni, dalle millanterie, dalle ostentazioni dei falliti e delle primedonne.

PuntoChat è un carro di Tespi sgangherato, sul quale si lasciano tristi e rassegnati trasportare, a gambe penzoloni, tutti quegli istrioni, quei personaggi imbellettati, che aspettano che qualche luce della ribalta si accenda e serva a mascherare per qualche momento le loro sembianze grottesche di spettri allucinati.

Non mi protrarrò sui numerosi iscritti che non espongono blog, ma che fanno la loro comparsa sulle liste on-line per poche ore, quel tanto che basta per insidiare una donna, o proferire insulti alla luna. Tra essi vi sono numerosi fake, che nascono e muoiono con la frequenza del programma di simulazione del Game of Life di John Conway;

mi soffermerò piuttosto su alcuni dei personaggi che qui dentro si sono fatti una casa, e che hanno caratterizzato l’intera storia di PuntoChat.

Uno dei personaggi più noti e discussi è una donna, Fata Bluette, attuale nick IlPiùPeggiore, ma conosciuta da sempre come Annie. E’ proverbiale la sua capacità e la sua irruenza nel prendere partito, fino ed oltre le estreme conseguenze. Ritenuta da alcuni come una modesta signora che vive con mezzi limitati in un paesino della costa siciliana di Agrigento, da altri come una proprietaria ricca e cicciona, essa ha dominato la scena del gossip sentimentale di PuntoChat per un ventennio.

Moltissimi gli iscritti che non sono passati indenni nelle sue grinfie, e molti coloro che hanno invece goduto della sua protezione.

Talvolta immeritatamente, come la signora che adesso condivide con lei affettuosamente interi post, e che le racconta vicissitudini inventate di sana pianta, ma che ebbe a scrivere due mesi fa ad uno, prima suo amico, e poi sua vittima (cfr Mail del 31/07): “..potrei farti un lungo elenco di errori ed orrori derivanti da questo tuo carattere allucinante che io ho perdonato tante volte. Ma ora la misura e' colma e tu hai superato il limite consentito della bassezza umana. Neanche Annie ti batte, ed e' tutto dire…”.

Fata Bluette ama profondamente tutti gli animali, e i suoi animali, verso i quali profonde le sue energie di mamma. Ciò va a suo onore, come a suo onore va il fatto che è stata l’unica che esplicitamente ha aperto una porta di recupero ad un iscritto che adesso, per un di lui errore, è vittima di un linciaggio fariseo e falsamente virtuoso da parte di tutta la chat.

Un personaggio che invece supera tutti proprio per indegnità, ma che continua pervicacemente a frequentare le stanze di PuntoChat è un giovanotto, che ama confondere gli astanti con un nick femminile. Noto per la sua incapacità di tenersi una famiglia, e per la continuata incapacità a formarsene un’altra, costui di distingue per la bassezza morale con cui tradisce gli amici, e proprio quelli che più gli sono stati vicini in momenti di sua grave crisi esistenziale. Vende gli amici al miglior offerente, e non esita a scriverci sopra post pregni di schiacciante opportunismo, formulati unicamente per catturare l’altrui benevolenza.

E’ un Giuda, e come Giuda si vende per trenta denari. Opera meritoria sarà di quel moderatore che si accorgerà delle sue operazioni immorali, e lo scaccerà via una volta per sempre.

Cosa dire di altri? Due personaggi maschili, affannosamente tesi a dimostrare al colto e all’inclita la loro superiorità e la loro omnicompetenza, che non perdono occasione per denigrare possibili rivali o competitors, specie quelli caduti in disgrazia, e per blandire con tutti i mezzi possibili le rappresentanti femminili della chat, che non se li filano assolutamente;

C’è un corvo, che crede d’essere un’aquila, ma che è anch’egli un meschino pennuto da avanspettacolo, che millanta una grande intelligenza, scrivendo sempre le stesse stupidaggini e coccolando se stesso; incapace di affrontare un tema profondo che sia più complesso di un gioco di parole da sempre ripetuto e ormai consunto;

e poi, dulcis in fundo, le donne. E che donne! Una ce n’è, di grande bellezza, che dopo una parentesi di sbandamento per un pagliaccio, che la rese antipatica a tutti, sembra aver recuperato il suo equilibrio e la sua algida intoccabilità di sacerdotessa di Venere. Fortunato è colui che gode delle sue grazie, spregiudicata e libera come è;

c’è poi un’altra donna, bella e fascinosa, spiritosa e appassionata, ma vittima della sua stessa superbia e della sua infamia, che non ha saputo trattenersi un’amicizia fedelissima, ma che l’ha distrutta trascinando nel fango e nella rovina chi invece le aveva dedicato affetto e riconoscenza senza condizioni. E che ora vaga per la chat, costretta a frequentare i suoi stessi nemici d’un tempo, perché ha disgustato chi le vuole bene, tentando di intraprendere amicizie che non le sono abituali, con gente che la scambia per una collezionista di relazioni improvvisate, inimicandosi tutti con la sua isteria, con le sue storie assurde, ripetute mille volte, raccontate per infamare, ma che ora le si stanno rivoltando contro, infamando lei stessa.

Con tutto ciò che ho detto, e che potrei continuare a dire, Puntochat resta una splendida opportunità di fare conoscenza, di intessere relazioni, di scatenare la propria follia, di millantare se stessi senza misura e senza vergogna. Infinitamente superiore a Facebook, che in confronto è una stucchevole giostra di gente insipida e incapace, PuntoChat si distingue per la sua spiccata tendenza a generare crisi, polemiche, litigi furiosi, confronti, gelosie, ma anche amore ed amicizia.

PuntoChat è il luogo della finzione, del mascheramento, il luogo dei millantatori, per eccellenza. Qui nessuno dice chi è, tutti si nascondono dietro nomi falsi ed avatar, tutti perseguono senza scrupoli uno scopo, spesso innominabile, Vi sono uomini che si fingono donne, donne che ne cercano altre, ma anche c’è chi entra in chat, o vi ritorna, spinto dalla irresisitibile voglia di confrontarsi, di misurare se stesso in un ambiente difficile e spesso ostile, o di vivere una vita nuova e più appagante fingendo di essere chi non si è, fingendo di essere chi si sarebbe voluto essere.

PuntoChat è la metafora della vita.

 

PS. Anna, ti ricordo che tu mi hai dato ospitalità, per un confronto civile. Ti sei ricreduta?

 

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Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 18:19 | Commenti (7)


autonomia

 

sono qui alla scrivania, alle 10:05 di giovedì 12 ottobre. Nel pomeriggio ho lavorato a due programmi, ideati e scritti da me, che verranno installati in una ASL.

In questi ultimi due anni ho affrontato tre interventi, due dei quali di rilievo. Ho subito quattro anestesie totali; tutte le volte mi sono alzato dal letto d’ospedale il prima possibile.

Fisicamente sono integro. Nessuna conseguenza per gli interventi subìti. Il mio fisico risponde pienamente e, se non fosse che per l’età non posso più fare capriole e salti mortali, non ho alcuna rigidità motoria di nessun genere. Sono come ero quaranta anni fa. Esattamente.

Mentalmente sono attivo e creativo. Leggo e studio incessantemente, e sono curioso di tutto, come quando ero un bambino. Agli impegni di ingegnere si sono aggiunti quelli letterari, e sostengo tutto senza alcuna fatica. La memoria è limpida, i riflessi pure, l’umore è costantemente elevato.

Quindi, Ale, come vedi non sono un moribondo, come ti affanni a far credere in giro, e sono tutt’altro che bipolare, come sostieni tu.

Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 18:00 | Commenti (2)


miseria

 

passava tutte le mattine sotto le mie finestre, con un carrettino. Lanciava un richiamo, che diceva “…’bba vè..” ripetuto, finche non capii che voleva dire: roba vecchia, roba vecchia….La vecchina voleva stracci, roba dismessa, e lo chiedeva così, con quel grido inarticolato.

Una mattina non passò, e neanche la mattina dopo. Chiesi al portiere…

“eh, ingegnere, cosa vuole, quella vecchia… è morta. E’ andata giù, in terra, mentre camminava…. Viveva da sola, in un angolo dietro la chiesa, sotto un baracchino..”

Ed io come in un lampo doloroso, la vidi. Conoscevo quel baracchino. E la immaginai giovane, bella, spensierata e desiderata, con un fiore nei capelli…e poi la triste vecchiaia, la solitudine, la miseria, l’indigenza, la mancanza di tutto, anche di una parola, di un sorriso. Chissà forse aveva avuto un uomo, un figlio…

La morte, per una volta, era stata misericordiosa

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Postato Venerd 13 Ottobre 2017 - Ore 17:48 | Commenti (2)



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