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girolamoseghetti301

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IL MINIBLOG DI girolamoseghetti301

stupido ?


dal punto di vista di un mona
Gioved 23 Marzo 2017 - Ore 17:09

 

 

http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2017/03/23/news/

wikileaks_i_primi_segreti_dal_vaul_7_ecco_come_la_cia_entrava_nelle_smart_tv_e_nei_mac-161216101/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P2-S1.8-T1

Questo articolo racconta balle?

Oppure io sono un mona, per chi non capisce, mona equivale a dire stupido ed ignorante, leggetelo su Repubblica on line.

Ma davvero pensate che siamo nessuno?

Che a nessuno freghi di carpire tutto di noi?

Si va bene, sono visionario, ma voi tutti con il culo vergine?

O lo avete rifatto per crearvi un alibi?

Echelon ovvero il grande orecchio, erano tutte invenzioni, certamente......

 

 

Risultati immagini per echelon

nemmeno davanti ad una evidente fonte, con mappa inclusa, si decideranno a darmi ragione, infatti loro sono un elite.... di famosi tripli o di più nik.

 

 

Postato Gioved 23 Marzo 2017 - Ore 17:21 | Commenti (9)    


sensazioni


Quando si hanno le sensazioni di un deja vu, è difficile aver riscontri, specie se questo deja vu è di fatti qui sul web.

Spesso siamo convinti di aver vissuto quella situazione, quel particolare, convinti della cosa, a tal punto che rimane impressa, quasi come una videata.

1.aggettivo
Privo di originalità, pressoché identico ad altro già visto in passato.
  •  
    2.sostantivo maschile
    In psicologia, sensazione di aver già vissuto in precedenza una situazione che si sta attualmente verificando.
     
     
    Questo dice il vocabolario, noi diamo un significato per lo più psicologico, praticamente rivivere un qualcosa già vissuto.
     
     
    Risultati immagini per deja vu
     
     
    Risultati immagini per deja vu
     
     
Postato Mercoled 22 Marzo 2017 - Ore 23:48 | Commenti    


ombra


fatti più in la, non vedi che mi fai ombra?

Anche se non sembra, il lupo veste sempre i panni della ragione, e pur perdendo il pelo, è primavera......

non perderà mai il vizio, anche se veste panni di agnello, il suo istinto è sempre quello del lupo.

Risultati immagini per lupo travestito da agnello

Il lupo (Canis lupus, ordine: Carnivora, famiglia: Canidae), un tempo era tra i carnivori più diffusi dell'intero emisfero settentrionale e, fino alla fine dell'800, era ancora presente in tutti i paesi europei, ad eccezione del Regno Unito. Nella metà del '900, i lupi, ritenuti pericolosi per gli esseri umani e dannosi per contadini e pastori, sono stati sterminati, sia direttamente, attraverso la caccia, sia indirettamente con la distruzione del loro habitat, al punto da sparire completamente in diversi Paesi europei. Soltanto negli ultimi decenni, soprattutto grazie alla protezione legale accordata alla specie e a varie misure di conservazione e tutela ambientale, i lupi stanno ripopolando quelle stesse zone da cui erano scomparsi (Italia, Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Norvegia).
Il lupo, nel corso dei secoli, è stato vittima di non pochi pregiudizi, e in Occidente è diventato simbolo di ferocia. Basti pensare ai tanti miti e alle tante favole in cui il lupo rappresenta l'incarnazione del male e di potenze diaboliche. Carlo Lapucci riassume molto bene le credenze e le superstizioni che aleggiano intorno al lupo, visto come "il principe nero del bosco, animale pericoloso e figura simbolica della malvagità, degli istinti aggressivi. Protagonista di fiabe e di favole morali è contrapposto all'agnello e alla pecora che incarnano la mitezza, la benevolenza e l’innocenza. È conosciuto dalle popolazioni italiche fin dall’antichità come il pericolo maggiore e la bestia più feroce dei boschi. Gli occhi ferocemente splendenti nella notte, le abitudini solitarie, oppure le incursioni a branchi, l’ululato lungo, intermittente, raccapricciante, ne hanno fatto una creatura demoniaca. È anche uno degli aspetti assunti più frequentemente dal diavolo, essendo a sua volta la pecora l’immagine del cristiano. La porta dell’inferno è rappresentata talvolta come le fauci spalancate di un lupo.

Da qui c'è sempre la visione distorta del lupo, che è sempre in agguato, la fiaba di Cappuccetto Rosso, scritta da Charles Perrault nel 1697, è forse l'esempio più famoso di questi pregiudizi, in cui il lupo, attraverso una proiezione antropomorfica, diviene simbolo di "cattiveria". Come ha osservato Farley Mowat in Never Cry Wolf (1963): "Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse – l’epitome mitizzata di un selvaggio e spietato assassino − che è, in realtà, nient'altro che l’immagine riflessa di noi stessi".

Spesso in esso si raffigurano le nostre paure, le nostre fobie.

Un cane in cui scorra prevalentemente sangue di lupo, nonostante la sua incommensurabile fedeltà e il suo attaccamento, non è mai del tutto sottomesso. Se lo abbandonate muore, ma voi potete crepare senza poter ottenere da lui una reale ubbidienza.

Konrad Lorenz, L'anello di Re Salomone, 1949
 persino il grande etologo Konrad Lorenz fa un distinguo tra il cane ed il lupo, ma si sa nel 1949 non c'erano le moderne ricerche, il dna e tutto quello che ne consegue.
Risultati immagini per lupo travestito da agnello
 

così disse e scrisse :)

 

Postato Luned 20 Marzo 2017 - Ore 17:56 | Commenti (3)    


convinzioni


Dopo tutto non è facile essere convinti, anzi è più facile di quello che crediamo, il pifferaio magico suona il flauto, con suadente melodia, chi ne è ipnotizzato lo segue lungo la via.

Anche se per alcuni è una scusa, ma il solo poter stare nel posto dove si hanno i consensi ed incensi è la miglior cura.

Dunque il pifferaio suona, i topi vanno via da Hamelin, seguendo il pifferaio, che spera in una ricompensa.......

Risultati immagini per il pifferaio di hamelin

Ma l'avaro signore della città se ne frega, tanto ora ha liberato la città dai topi....

fatti accaduti ad Hamelin il 26 giugno del 1284 sono la base per le classiche fiabe dei fratelli Grimm sono tutt’altro che frutto della semplice fantasia. L’iscrizione affissa ad una casa risalente al 1600, recita:

Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 giugno – Un pifferaio con abiti variopinti adescò 130 bambini nati ad Hameln che furono persi al calvario del Koppen“.

L’iscrizione racconta un fatto di cronaca che deve aver toccato profondamente la popolazione per la perdita di 130 bambini per colpa di un pifferaio che li portò a morire nel calvario del Koppen, sacrificati per motivi sconosciuti. E’ interessante notare l’uso del termine “calvario”  che intende oltre al sacrificio ma anche alla sofferenza del percorso che hanno affrontato.

Questa storia è rilevante non tanto dell’iscrizione scritta 300 anni dopo quanto da una vetrata di una chiesa, nella quale è illustrata la scena un pifferaio con abiti sgargianti (come i giullari o i cacciatori) che prima libera la città dai ratti portandoli al fiume Weser e successivamente porta i bambini all’interno di una caverna di una montagna vicino la città, dove non faranno mai ritorno. La vetrata attualmente non esiste più ma ci è giunta l’immagine realizzata attraverso la descrizione dei documenti antichi.

Risultati immagini per il pifferaio di hamelin

Ottenendo che il pifferaio si mise a suonare un'altra melodia suadente, le cui note fecero ammaliare i bambini questa volta.........

Due sono le conclusioni, una che si salvò solo un babino zoppo, che vide dove il pifferaio aveva celato gli altri bambini e furono liberati.

L'altra non menziona il ritorno dei babini, ma fa capire che i bambini sono dove c'è gioia.

Goticismi germanici, da cui i Grimm presero a piene mani.

Postato Sabato 18 Marzo 2017 - Ore 01:40 | Commenti (1)    


senza titolo


Risultati immagini per dalì sogno

 

Risultati immagini per dalì sogno

sogno causato dal volo di un'ape

 

SALVADOR DALI'

artista catalano,

Mix, ben assortito di genialità e delirio, pittore del surreale e di mondi onirici, Salvador Dalì ha avuto una vita segnata dalla stranezza fin dal principio. Nato a Figueras il giorno 11 maggio 1904 - il nome completo è Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Pùbol - dopo tre anni dalla morte del primo fratello, il padre pensò bene di chiamarlo allo stesso modo, forse per non essere mai riuscito a dimenticare il primogenito. 

Nel 1921 si iscrive all'Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, dove stringe amicizia con il regista Luis Buñuel e il poeta Federico Garcìa Lorca. Con quest'ultimo trascorre l'estate a Cadaqués nel 1925. L'anno successivo soggiorna a Parigi, dove incontra Pablo Picasso, e viene espulso dall'Accademia.

Sul piano pittorico ben presto la sua attenzione viene attirata dalle riproduzioni di dipinti di Max Ernst, Miró e Tanguy, i maestri dell'inconscio tradotto su tela. Nel 1929 entra finalmente nel gruppo dei surrealisti e nel 1931, insieme a Breton, elabora gli "oggetti surrealisti a funzione simbolica". Ma il surrealismo di Salvador Dalí è comunque fortemente personalizzato: ispirato a De Chirico ed imbevuto di richiami alla psicanalisi freudiana, é caratterizzato da una tecnica minuziosa, levigata e fredda.

Nel 1930 pubblica "La femme visible", saggio dedicato a Gala, sua moglie dal 1929, modella e musa per tutta la vita. Questo libro segna un nuovo orientamento di Dalí, che inizia a coniugare un realismo quasi accademico con un delirio deformante, talvolta macabro. Qualche anno dopo si scontra con i surrealisti a proposito del dipinto "L'enigma di Guglielmo Tell", sinché nel 1936 avviene una prima rottura con il gruppo di Breton, che diventerà definitiva tre anni dopo. Nel frattempo Dalí aveva partecipato all'Esposizione internazionale dei surrealisti a Parigi e ad Amsterdam.

Tra il 1940 e il 1948 vive a New York, insieme a Gala Éluard, occupandosi di moda e design. In questi anni ha occasione di esporre le sue opere al Museum of Modern Art insieme a Miró e di contribuire, con il disegno delle scene, al film di Alfred Hitchcock "Io ti salverò". Al termine del soggiorno statunitense rientra in Europa insieme a Gala.

Nel 1949 prosegue l'attività scenografica per il cinema collaborando con Luchino Visconti. Nel decennio sucessivo espone in Italia, a Roma e Venezia, e a Washington. Nel 1961 viene messo in scena a Venezia il Ballet de Gala, con coreografie di Maurice Béjart. Sono molte le esposizioni negli anni successivi, a New York, Parigi, Londra, sino all'importante antologica a Madrid e Barcellona nel 1983.

Sette anni dopo espone le sue opere stereoscopiche al Guggenheim Museum e a maggio del 1978 viene nominato membro dell' Accadémie des Beaux-Artes di Parigi. L' anno seguente si tiene una retrospettiva di Dalí al centre Georges Pompidou di Parigi, trasferita poi alla Tate Gallery di Londra. Il 10 giugno 1982 muore Gala e nel luglio dello stesso anno gli viene conferito il titolo di "archese di Pùbol" Nel maggio del 1983 dipinge "La coda di rondine", suo ultimo quadro. Nel 1984 riporta gravi ustioni a causa dell'incendio della sua camera al castello di Pùbol, dove ormai risiede stabilmente. Salvador Dalì muore il 23 gennaio 1989 nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico.

In rispetto alle sue volontà viene sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalí a Figueras. Nel suo testamento lascia allo Stato spagnolo tutte le opere e le sue proprietà. Viene organizzata una grande retrospettiva postuma nella Staatsgalerie di Stoccarda, trasferita poi alla Kunsthaus Zurich. fica, come i due celebri film "Un chien andalou "e "L'âge d'or".

Pittore eclettico, surreale, quasi da incubo, con i suoi orologi piegati, sconfinando nell'onirico, Dalì è forse inquietante, ma racchiude l'essenza freudiana, mista a diverse concezioni dell'arte.

Si sa che i geni spesso sono considerati folli, Dalì, non viene meno a questa diceria, anche per il fatto stesso che rappresenta scene quasi da incubi sogni e surreali raffigurazioni.

A me personalmente, non è che piaccia molto, ma sono attratto , quasi morbosamente, come tanti dalla follia geniale, rappresentata magnificamente dai suoi quadri.

Risultati immagini per dalì salvador quadri

 

dalì

Convintissimo di se stesso, narcisista all'inverosimile, ma anche istrione con i suoi particolari baffi.

 

 

 

 

Postato Sabato 18 Marzo 2017 - Ore 00:13 | Commenti    


monet


 

 

Risultati immagini per monet ninfee
 
Monet, lo stagno delle ninfee, quadro di una splendida armonia verde,

L’artista, negli ultimi periodi della sua vita, si ritira quasi tutti i giorni nel suo giardino in stile giapponese di Giverny, dove egli coltivava diverse piante esotiche che decoravano un ponticello di legno, ritraendone lo stesso angolo e variandone di poco il punto di vista (che negli anni era sempre più ravvicinato) o le ore della luce. Il quadro raffigura una zona del terreno stagnante che lo stesso pittore francese realizzò, nel 1890, di fronte al suo giardino a Giverny.

Realizzato nel 1899 e conservato nel musèe d'Orsay di Parigi, dopo una lunga permaneza presso il Jeu de Paume, che raccoglieva una buona parte delle splendide ninfee di Monet

Primavera suggerisce il bel tempo e questo quadro è un invito ad ammirare il verde che si sta colorando, assieme ai colori dei fiori, tra un paio di giorni, il 21, di marzo, entremo nella primavera, ufficialmente.

Con questo quadro comincio a pensare con i nuovi germogli, con i nuovi colori, la primavera, rinascita di tutta la natura, una nostra rinascita, che smaltisca il grigio inverno.

Risultati immagini per primavera vien danzando

Postato Venerd 17 Marzo 2017 - Ore 12:46 | Commenti (3)    


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